Il Bigné

Il più delle volte quando mangiamo o beviamo, non siamo abbastanza curiosi per domandarci il significato dei termini, l’origine dei prodotti ecc. Il bigné ad esempio, é uno dei dolci più consumati ma pochi si sono chiesti da dove derivi il lemma. La parola ha origine antiche anzi antichissime, secondo alcuni linguisti deriva niente meno che dal celtico beignet che significa gonfio. Il bigné viene fatto con una pasta particolare preparata nel modo seguente:

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  1. Porre il burro in una casseruola con l’acqua, il sale portando all’ ebollizione e poi togliere dal fuoco
  2. Aggiungere la farina setacciata e mescolare bene,
  3. Riporre la casseruola sul fuoco mescolando fino ad avere un composto che tende formare una palla staccandosi dalle pareti e dal fondo e della casseruola
  4. Togliere dal fuoco e raffreddare, quindi incorporare le uova  aggiungendone uno alla volta dopo che ciascuno si é bene amalgamato onde ottenere un impasto cremoso e denso,
  5. Mettere l’impasto in una teglia da forno imburrata e infarinata, e formare i bignè con un cucchiaio da tè intinto nell’acqua fredda, più semplicemente usando un sac-à-poche.
  6. Infornare dopo preriscaldamento a 200 °C in forno ventilato per 20 o 25′ abbassando la temperatura  di 20° negli gli ultimi 10 minuti di cottura.
  7. Spegnere il forno e lasciar riposare i bignè affinché si asciughino bene dentro. A questo punto i bigné vuoti e leggeri possono essere farciti come meglio si desidera, per esempio con la crema o il cioccolato oppure possono essere utilizzati per i profitterol. Nel caso in cui siano farciti con la crema allo zabaione e si formi sopra una crosta croccante prenderanno il nome di croquembouche, croccanti-in-bocca.
Articolo di Paolo Zatta

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