Alcuni Moscati Secchi dei Colli Euganei

Colli Euganei

Il vino MOSCATO è noto per le sue peculiari caratteristiche gusto-olfattive fin dall’antichità (l’Amathelion moscathon dei greci e l’ “uva apiana”  dei Romani che attirava le api). E’ giunto a noi grazie alla Repubblica Serenissima e ai suoi commerci oltrepelagici. Per le sue proprietà diversamente espresse nelle innumerevoli varianti, il moscato viene apprezzato come vino “elastico” per le diverse intensità, aromaticità, freschezze ecc., che ben si confanno con un’ampia gamma di abbinamenti cibo-vino o per accompagnare il lieto conversare di un convivium amicale, o come ideale compagno di sfiziosi antipasti, se non come aperitivo.

Tanto per capirci, parliamodi moscato secco e tranquillo!

Fra le caratteristiche generali che si riconoscono nel moscato troviamo:

Il colore: dal giallo paglierino al giallo dorato.

L’ odore: profumo fragrante, accompagnato dalla caratteristica aromaticità più o meno complessa e intensa, con sentori floreali e di muschio.

Il sapore: aromatico di intensità mutevole nelle versioni tranquillo, vivace, spumantizzato o passito.

Tra i vari prodotti derivanti dal moscato allevato nei Colli Euganei (bianco e giallo) sono stati scelti, qui di seguito, per una degustazione alla cieca, i seguenti moscati secchi e tranquilli. Queste sono state le nostre impressioni(vedi nota in calce).

1. “CASTEARO” Moscato secco  IGT

Azienda agricola Montegrande, Rovolon (PD) 

E’ un moscato bianco di colore giallo paglierino intenso. Bene si coglie la naturale aromaticità con una buona intensità; un vino convincente nella tipologia del vitigno. Presenta note di giovinezza, di sentori floreali e di spezie primaverili.

In bocca avvertiamo l’ agrumato, il seme di albicocca, la fragranza della crosta di pane e il ricordo di mandorla amara che persiste nel retrogusto.

Il vino è secco, la freschezza è discreta con un finale ben equilibrato.

Un vino tutto sommato un po’ “ruffiano”, con  note floreali accattivanti, gradevole come aperitivo pomeridiano e per un abbinamento con stuzzichini d’antipasto. Un vino forse ancora un po’ tecnico, ma che cerca un suo assestamento di carattere. Ha di sicuro un futuro di speranze qualitative.

2. “AGNESE” Moscato secco IGT del Veneto

Az. Vitivinicola Alla Costiera, Vo’ Euganeo (PD)

Moscato bianco di colore giallo discretamente intenso. Al naso presenta un’ intensità molto contenuta con ricordi di erbe spontanee e aromatiche con vaghi ricordi d’ alga verde. In bocca ha un “sapore verde”, aromatico e “croccante” dell’uva ancora non completamente matura, sottolineato da una accentuata freschezza, mentre la complessità risulta contenuta.  Difficilmente classificabile tra i moscati “padovani”; forse il vino sta’ ancora cercando una sua strada con le sue buone potenzialità.

Un abbinamento potrebb’ essere quello dei piatti di media struttura a base di  pesce o con una frittura leggera.

3. MOSCATO  SECCO 2009

Azienda Vitivinicola Villa Sceriman, Vo’ Euganeo (PD)

 E’ un moscato bianco che si presenta con le idee piuttosto chiare rispetto alla tipologia del vitigno di provenienza. C’è un indubbio sforzo per raggiungere la personalità che si presenta interessante, ma non ancora del tutto matura.

E’ un prodotto con una marcia in più: ottima la qualità/prezzo; si può godere a-tutto-pasto con piatti di media strutturazione . Si può abbinare bene con i frutti di mare e con piatti esotici con discreta speziatura.

4. “SIRIO” , Moscato secco IGT  2008

Azienda Agricola Vignalta, Arquà Petrarca (PD)

E’ un moscato bianco. Al naso si presenta poco intenso e poco persistente che poco ricorda le caratteristiche di quello che ci si aspetta dal vitigno di provenienza. Caldo e strutturato presenta una buona freschezza che fa pensare all’uva non molto matura, forse perché si tende privilegiare la freschezza e il mantenimento del prodotto. Buona la mineralità. Si abbina bene con piatti autunnali e di media struttura

5. FIOR D’ARANCIO TRANQUILLO DOC  

Azienda agricola Ca’ Bianca, Cinto Euganeo (PD)

Al naso si introduce con una buona aromaticità  che ti predispone ad andare avanti nella degustazione in cerca di una conferma della sua tipologia.  In bocca conferma il floreale fresco con sentori di pistacchio e mandorla. La persistenza è abbastanza intensa, secco, con una discreta freschezza, ottimo da aperitivo pomeridiano e per abbinare ad antipasti di media struttura e piatti di carni bianche e pesce anche alla “griglia morbida”.

6. “A CENGIA” Moscato secco  

Az. Agr. Ca’ Lustra, Faedo di Cinto Euganeo (PD) 

E’ un connubio di moscato bianco e moscato giallo con discreta aromaticità d’ingresso. Secco e fresco in bocca ricorda alcuni vini bianchi del nord Europa. Presenta sentori di albicocca, pesca, frutta secca e matura. Buona la struttura, forse un po’ troppo caldo tale da minarne un po’ l’equilibrio complessivo. Abbinamento con piatti autunnali, ma anche con tartine al salmone (non affumicato), crostini con paté di fegato, antipasti, risotti di asparagi ed erbette primaverili dei colli Euganei.

7. “FIORE DI GAIA”

Azienda Borin, Monticelli di Monselice (PD)

E’ un moscato giallo convincente che dimostra  una certa maestria nella lavorazione. Presenta le caratteristiche di un progetto che bene ha iniziato il suo percorso. Gli aromi sono discretamente appaganti nell’intensità e nella complessità con note di sicura eleganza. Secco e fresco  al punto giusto esprime nell’insieme un buon equilibrio. E’ caldo, fine con una  buona struttura e interessante complessità risultando alla fine gradevolmente armonico.

E’ un vino che di certo onora i buoni piatti veneti di discreta struttura, meglio se autunnali. Interessante con vari piatti di pesce: ideale col baccalà mantecato. Potrebbe incontrare bene anche una cucina orientale con una sufficiente aromaticità e speziatura.

Nota

La degustazione é stata goduta presso l’enoteca sede della Confraternita del Cavatappi da “Il Convivio del Gusto ovvero il Gusto del Convivio”:  un gruppo di 12 sommelier costituitosi nel 2008-2009 che  si riunisce con scadenza periodica per sola passione e curiosità, senza  fini commerciali, né interessi personali che possano dare adito a conflitti d’interesse. Talvolta il gruppo coinvolge esperti, enologi e produttori che possano dare ulteriore spessore conoscitivo e discussione alle degustazioni. Le conclusioni delle degustazioni non sono di natura dogmatica né tendenti ad influenzare chicchessia, ma dettate solo da motivi edonistico-culturali.

Articolo di Paolo Zatta

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