Fattoria il Palagio: Sauvignon Toscana IGT e Vernaccia S. Gimignano DOCG

Il nome  Sauvignon pare derivi dal francese sauvage a ricordare, forse, il carattere selvatico dell’ antica vitis labrusca. L’ origine è molto probabilmente della Gironda bordolese. In Italia il Sauvignon giunse  nell’ 800 dove venne dapprima confuso con altre tipologie come il Semillon.

Il Sauvignon presenta due varietà: la verde o grossa e la gialla o piccola che si differenziano per le dimensioni del frutto. Il S. verde fu così chiamato dal prestigioso ampelografo Girolamo Molon (1869-1937) a cavallo tra l’ 800 e il ‘900, mentre un altro illustre enologo, l’albese Giovanni Dalmasso fondatore della Stazione sperimentale per la viticoltura (1923), direttore della Scuola Enologica di Conegliano e infine docente di enologia  all’ Università di Torino, lo chiamò “Tocai Friulano” che dal 31 marzo 2007,  per decisione della Corte di Giustizia Europea, si chiama solo “Friulano”. In Veneto il Sauvignon era altresì chiamato dai nostri nonni Sauvignonasse, ma qualcuno lo chiamava illusoriamente anche Champagne.

Il Sauvignon si diffuse quindi presto soprattutto in Friuli, Veneto, Trentino-Alto Adige, in Franciacorta, e financo in Toscana e in Emilia. Il vino che ne deriva ha un colore che va  dal giallo paglierino ad un giallo dorato. Al naso si esprime con un inconfondibile odore di bosso o più venalmente di pipì di gatto. I suoi profumi sono floreali, di frutta matura con sentori di (semi)aromaticità. A ciò si aggiungono i sentori per lo più erbacei e vegetali,  come il peperone verde, certa frutta esotica (litchi, ananas) e il passion flower. Tutto dipende dalle variabili pedologiche e climatiche, dalla composizione del suolo ecc. che stabiliscono le precipuità.

Sauvignon della Fattoria il Palagio

Il Sauvignon della Fattoria il Palagio (www.ilpalagio.com) (Toscana IGT 2011, vol. alc. 12,5%) è un buon “vino da pasto”, che non vuole essere questo un diminutivo della qualità; esso presenta tutte le caratteristiche classiche della sua tipologia che aiutano il buon bere quotidiano. Il colore è giallo dorato con riflessi cristallini; al naso ha la classica nota di bosso,  accompagnata da sentori floreali e di frutta gialla matura come l’albicocca e sentori di  salvia e d’ortica; in bocca è fresco, morbido, piacevole al palato, fine,  con qualche nota di eleganza, abbastanza caldo e di discreto corpo. E’ un vino che merita di essere abbinato con primi piatti di media struttura (ragù bianco), con risotti di pesce, con insalate condite con olio extra vergine toscano, con formaggi di fossa di media stagionatura o un con un prosciutto cotto. L’ eccellente rapporto qualità/prezzo (al supermercato si può trovare a 6,0 €) aiuta senza dubbio la scelta del consumatore accorto.

Vernaccia della Fattoria il Palagio

Il secondo vino che desidero segnalare è la Vernaccia di S. Gimignano DOCG 2011, 12,5% vol. alc, sempre della stessa azienda. E’ questo un prodotto tipico del senese (terreni argilla e tufo), che senza dubbio rappresenta la tipologia più nota dei bianchi toscani. La famiglia della Vernaccia é piuttosto ampia e comprende tipologie di vitigni che seppure alquanto diverse fra loro (es. V. di Oristano,V. di Cagliari ecc.) hanno tuttavia in comune alcune proprietà organolettiche. L’etimologia della Vernaccia ha stimolato diverse ipotesi che vanno dalla località ligure delle Cinque Terre, Vernazza, da dove pare sia giunto a S. Gimignano nel tardo ‘200, oppure al latino vernaculus (autoctono) o ibernaceum (che si consuma in inverno), se non dal francese Grenache o dall’ispanico Garnacha. In particolare la Vernaccia di S. Gimignano, alla quale qui ci riferiamo, ha origini storico-documentali risalenti alla II metà XIII secolo, e fu apprezzato moltissimo alla mensa di papi se non dai toscani  medicei. La Vernaccia di S. Gimignano ha conquistato la DOC nel 1966 e la DOCG nel 1993.

Il Colore della Vernaccia della Fattoria il Palagio é di un giallo dorato; al naso sollecita profumi di fiori bianchi e di mandorlo, di mela asprigna che si riverberano in bocca accompagnati da una buona freschezza. Il vino é secco, morbido, tecnicamente “pulito” e ben equilibrato.

La Vernaccia, che va servita intorno ai 10 gradi C., é un vino ottimo da aperitivo o per accompagnare antipasti, nonché primi piatti non troppo strutturati specie quelli a base di pesce  o di carni bianche.

Anche questo é un gradevole prodotto che merita attenzione anche per il suo straordinario prezzo competitivo (acquistato  nella grande distribuzione in offerta a 2,90€).

Articolo di Paolo Zatta

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