Il Pinot nero 2009 di Paul Schandl nel Burgerland

Rust é una graziosa cittadina di circa 2000 anime nel Burgerland austriaco. Nel 1681 venne dichiarata città franca dal re d’Ungheria Leopoldo I d’Asburgo per meriti enologici soprattutto per il rinomatissimo vino dolce Ruster Ausbruch. La fama enologica di Rust deriva dal fatto che occupa una posizione particolarmente importante da un punto di vista microclimatico che favorisce la coltivazione della vite. A nord si trova il monte Leitha che funge da barriera naturale e il vicino lago Neusiedlersee che funge da prezioso volano termico. Tra il il lago e le dolci pendici del monte Leitha prosperano i vigneti.
In questo scenario, paradisiaco, si trova la Weingut Peter Schandl condotta da Paul Schandl e dalla moglie Elle con l’ausilio dei genitori Ursula e Peter: un’ azienda che ha una storia che risale al 1741.

La filosofia di Paul e Co. è quella di radicarsi ben saldo nella storia, guardando tuttavia al futuro perpetuando la coltivazione di vitigni tradizionali quali Furmint, Gelben Muskatelle, Welschriesling e soprattutto alla produzione del già menzionato Ruster Ausbruch che Paul descrive senza mezzi termini come “l’unico vino dolce che unisce il fuoco, la finezza e l’equilibrio. Un fuoco d’artificio creato dalla natura”.

3126307a26a31179f93cdebff5188cfac833880cAccanto ai vitigni summenzionati merita un certa attenzione anche un Pinot nero (altrimenti noto come Blauer Spätburgunder, Blauburgunder) di grande efficacia che solo attenti estimatori conoscono. Il Pinot nero é un vitigno di origini borgognone e di non é di facile allevamento. Il risultato ottenuto da Paul é senza dubbio un Pinot nero di grande finezza ed eleganza. Il vino proviene da viti con un’età media intorno ai 30 anni, é secco con un residuo zuccherino di 1,6 g/l, acidità di 5 g/l e la % vol. alc. è di 13,5.

Nel bicchiere il nostro Pinot si presenta di un rosso rubino brillante di pacata intensità; al naso si avvertono profumi delicati che sanno di fragoline di bosco e di ciliegia con ricordi speziati di vaniglia. In bocca si avverte una buona struttura e colpisce soprattutto l’eleganza, la finezza e la scorrevolezza vellutata dei tannini delicati che ben si accompagnano ad una grande freschezza, ma anche ad una sensibile morbidezza per ottenere alla fine un effetto complessivo di eleganza e di equilibrio capaci di resistere a lungo. Un vino davvero interessante che per essere apprezzato al meglio merita un abbinamento appropriato con la cucina locale che può sbizzarrirsi dalle costicine se non dallo stufato di agnello, ma anche con l’arrosto di vitello o con uno spiedo di cacciagione, oppure con un gulasch di cinghiale con funghi.

Interessante sarebbe trascorrere un week-end presso il bell’albergo dell’azienda per conoscere posti davvero molto piacevoli oltre a godere dell’opportunità di degustare dei vini davvero molto interessanti e nel loro genere… unici.

Articolo di Paolo Zatta

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