Limina, i vini del trentino Gliuliano Micheletti

Amando le piccole aziende, conoscere la LIMINA  di Giuliano Micheletti, che definisce il suo vino Verum, Ipsum, Factum,  é stato un piacevole incontro al VINNATUR 2013. Radici antiche per un’enologia moderna.

L’azienda é una piccola realtà trentina (via E. Conci, 74) legata all’amore per la terra.  Le viti sono cullate dalla coltivazione biodinamica che segue i ritmi naturali della vita delle piante e il trascorrere lento delle stagioni. Una filosofia ancora poco conosciuta e ancora in gran parte tutta da razionalizzare.

La produzione della piccola azienda trentina é chiara e semplice: 3.000 bottiglie di  due soli vini: il  Limen bianco e il Limen rosso.

Limina, i vini del trentino Gliuliano Micheletti

Il primo é un Riesling renano, un vitigno di buona vigoria e di produzione piuttosto costante, originario delle vallate del Reno, e della Mosella, diffusosi dapprima in Alsazia, in Austria e quindi in Italia,  che nel nostro caso viene prodotto da un vitigno allevato a guyot nella Val del Sarca, su un terreno calcareo di media struttura con un sesto d’impianto di 7.500 piante/ha, con resa di 800 g/ceppo, prodromico di grande qualità.

La vendemmia é manuale e l’uva, dopo una notte al fresco naturale, viene pigiata dolcemente il giorno appresso. Il mosto, separato dalle bucce e decantato naturalmente, viene fermentato per circa 10 giorni. Svinato é fatto maturare sulle fecce in acciaio per un anno. Il vino, definito poeticamente da Giuliano “Limpido come il mio Martino”, il figlio, é di un bel giallo paglierino con riflessi cristallini, secco, fresco in bocca, di buona mineralità  va degustato in calici ampi per sfogliare con attenzione i sentori semiaromatici, fruttati assieme a quelli floreali dei prati della montagna.

Limina, i vini del trentino Gliuliano Micheletti

Il secondo vino é un Merlot in purezza da vitigni d’ alta collina  ottenuti per selezione massale per conservare la tipologia che a volte viene snaturata dalla clonazione. L’allevamento é a guyot con 7.500 piante /ha che vengono contenute nella produzione entro il kilo per ceppo. Anche in questo caso la vendemmia é sempre manuale e la fermentazione in rosso dura 1o giorni in acciaio. La maturazione viene effettuata  in botti di rovere di quarto passaggio per almeno un paio d’anni.

Terreno adatto, sole, vento asciutto e la giusta escursione termica, danno un bel rosso rubino intenso con riflessi cristallini “intenso e luminoso come gli occhi di mio figlio  Damiano – é sempre il poetico Giuliano – come il suo sguardo caldo e profondo“. Un vino che ha bisogno di tempo, come la saggezza per un vecchio, per svelare un po’ per volta i suoi segreti e dare le sue piacevolezze da condividere possibilmente nella convivialità. Racconterà di boschi, d’autunno, di piccoli frutti  rossi e del calore del camino.

Esperienza enoica da non perdere.

E’ la storia dell’uomo con le sue gioie e le sue premiate fatiche.

Terra trentina fatta di rocce, prati, popolata da gente saggiamente verace che quando posso incontro tra i monti da quand’ ero un ragazzo che campeggiava e arrampicava. Tempi lontani ma sempre vivi.

 

Articolo di Paolo Zatta

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