Olio di palma: avviso ai naviganti!

Dal frutto delle palme da olio (es. Elaeis guineensis Jacq.si ricava l’olio di palma appunto, mentre dai semi si ottiene l’ olio di palmisto. I frutti appena raccolti vengono trattati con acqua calda o vapore, quindi snocciolati, cotti e pressati e. Dopo la filtrazione l’olio che ne risulta ha un sapore dolciastro ed un bel colore aranciato-rosso dovuto ad un’ alta presenza di beta carotene – un precursore della vitamina A – necessario per la  crescita e la riparazione dei tessuti corporei (per approfondire consulta il sito: http://www.corriere.it/salute/dizionario/betacarotene/index.shtml).

L’olio di palma rosso, prodotto fondamentale per l’alimentazione di varie etnie dell’Africa occidentale, è considerato più sano dell’olio raffinato (v. http://www.springerlink.com/content/v13gn1r586078t45), per la presenza di varie sostanze importanti quali: coenzima Q10 (antinvecchiamento cellulare), lo squalene (precursore di vari ormoni), la vitamina A ed E. Nella Guinea Bissau nel 2011 è nato il Presidio Slow Food dell’olio di palma selvatica con l’obiettivo di espandere e valorizzare questo prodotto anche a livello internazionale. Il progetto é sostenuto da vari organismi tra i quali la FAO (coajoq_2000@hotmail.com).

palmaCon la raffinazione l’olio di palma perde molte delle sue caratteristiche originarie: il colore rosso-aranciato diventa giallo pallido se non addirittura incolore perché il calore dei processi fisici di raffinazione riduce sensibilmente il contenuto di beta carotene.

L’olio di palma é un prodotto che ha avuto un incredibile aumento nella produzione e quindi nel consumo negli ultimi decenni. Indonesia e Malaysia controllano circa il 90% della produzione mondiale di oltre 45 milioni di tonnellate. Negli ultimi vent’anni la superficie adibita alla coltivazione della palma da olio é più che triplicata, eliminando così milioni di ettari di foresta vergine e impiegando quantità massicce di pesticidi che non hanno certo un effetto benefico per uomini e ambiente (v. Borneo in fiamme di Greenpeace).  Il largo impiego dell’olio di palma é dovuto al basso costo di produzione e all’alto reddito; esso viene usato sia come olio alimentare, che per produrre margarina, per il largo utilizzo in numerosi prodotti alimentari, specie in pasticceria e nei prodotti da forno, nella produzione delle glasse, delle canditure e delle farciture specie quelle a base di cacao. L’olio di palma trova altresì largo impiego  nell’industria cosmetica e nei centri del benessere, nell’industria farmaceutica (per esempio nella tintura di iodio come coadiuvante della cicatrizzazione e come antimicrobico), come prodotto lubrificante industriale. Come biocarburante é osteggiato,  anche a livello legislativo in alcuni stati, per gli enormi costi ambientali per la massiccia produzione di CO2 atmosferica (leggi effetto serra).

olio di palma

Da tempo l’olio di palma raffinato é stato messo sul banco degli imputati per la sua discutibile salubrità come peraltro avviene per l’olio di cocco. Un uso continuativo dell’olio di palma con i suoi grassi saturi, se non per i suoi derivati ossidati, può essere un pericolo potenziale alle funzioni biochimiche e fisiologiche del nostro corpo (v.Palm oil: biochemical, physiological, nutritional, hematological and toxicological aspects: a review, Plant Foods for Human Nutrition, vol. 57, n.3-4, 2002). Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il consumo frequente di olio di palma raffinato potrebbe contribuire a un maggiore rischio di malattie cardiovascolari (Leggi, WHO Technical Report Series 916. Ginevra. 2003). Tale punto di vista é stato abbondantemente confermato da varie ricerche sia statunitensi che europee come conseguenza dell’ alto contenuto di grassi saturi  (50% nell’olio di palma, 80% nell’olio di palmisto). La discussione é tuttavia ancora aperta. Dal 14 dicembre 2014 tuttavia sarà obbligatorio, per il nuovo regolamento UE, porre sulle etichette dei prodotti alimentari il tipo di olio e di grasso utilizzati, per rendere il consumatore informato e responsabilizzato. Quando si trova scritto in etichetta , come ad esempio nei grissini, nei prodotti da forno e dolciari in generale ecc.,  “senza grassi idrogenati” (peggio se idrogenati) si tratta per lo più di olio di palma vista  la sua versatilità nell’industria alimentare ed il suo basso costo. Questo lo si può verificare telefonando ai numeri verdi dei vari produttori. La soluzione del problema é quella già messa in atto da alcune industrie alimentari, ossia sostituire l’olio di palma con l’OLIO DI OLIVA EXTRA VERGINE, di cui l’Italia é un’ottima produttrice, riducendo così la percentuale complessiva di grassi assunti. Non mi stancherò mai di ripetere che negli acquisti occorre innanzitutto LEGGERE ATTENTAMENTE LE ETICHETTE.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum (da S. Agostino  Sermones ,164, 14)

Articolo di Paolo Zatta

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