Osteria Penzo a Chioggia

Osteria Penzo a Chioggia

"El Gato" de Ciosa
“El Gato” de Ciosa

Qualche giorno fa ho deciso di “farmi un giro”  a Chioggia, una città che amo per quel che rappresenta nella storia e nella tradizione veneta. A due passi dal mercato dal pesce e a mezzo passo dal famoso “Gato de Ciosa“, nascosta, come tutte le cose che meritano di essere scoperte, si trova l’Osteria Penzo: un baluardo della tradizione dove non manca qualche piacevole guizzo di innovazione. Qui i piatti parlano di storia. E  poiché: “el pesse nasse in acqua e more nel vin” ci tengo a dire che qui, oltre al buon cibo, c’é anche una  carta dei vini più che dignitosa: vini scelti con intelligenza privilegiando la qualità.

Il locale, condotto da  Laura Schiavon e Mario Rosso,  é piccolo e spartano, ma il servizio è rapido e cortese e la qualità del cibo non tradisce soprattutto chi conosce e apprezza la cucina della tradizione Chioggiotta. Il pesce neanche a dirlo é freschissimo e questo, si sa, non é un sempre dato assodato.

Comincio con le sardele alla Noretta: una sorta di sandwich di sarde aperte ed inframezzate con pangrattato, pecorino, olive… e baccalà mantecato (senza ritocchini)  con polenta “bianco perla” arrosta.

Mi ha accompagnato nel gustoso transitar di piatto in piatto un Manzoni bianco 6.0.13 di Bepin de Eto (IGP Colli Trevigiani 2011, 12, 5% grad alc.) servito alla giusta temperatura: un vino piacevolissimo  di colore giallo paglierino carico, ricco di sentori e sapori agrumati che passano poi all’ albicocca e al glicine per poi continuare con delle venature di  frutta tropicale; vino di buona sapidità e freschezza che ben si abbina con i piatti di pesce che andiamo degustando.

A seguire arriva una bella e buonissima frittura mista dell’alto Adriatico: delicata, caldissima, croccante al punto giusto e  morbida all’interno.

Ottime le orate all’arancia: piccole ma deliziose, pescate all’amo, tenere, dalla polpa profumata e ben armonizzate dal sughetto all’arancia.

A chiudere, un venetissimo tiramisù al cucchiaio, una deliziosa variante del trevigianissimo dessert che non potevo non godere, com’ é mio solito, quando vengo da queste parti.

Conclusione. La giornata autunnale era soleggiata, il clima mite, la cittadina deliziosa, il mare calmo, lo spirito sereno, l’edonismo soddisfatto e il conto, onesto: una giornata davvero perfetta.

Articolo di Paolo Zatta

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