Pinot bianco della Mosella di Dr Loosen

La regione della Mosella (Moselland), dove si alleva la vite da almeno 2.000 anni, è indiscutibilmente la patria del Riesling i cui vitigni occupano il 60 percento della superficie vitata della regione (5.273 ettari) su un terreno ricco di scisti devoniane di circa 400 milioni di anni e che fanno di questo territorio un unicum. Oltre al Riesling tuttavia ci sono altre tipologie di vitigni a bacca bianca (e rossa) che meritano una seria considerazione anche se “figli di un dio (quantitativamente) minore” come il Müller-Thurgau, (Rivaner), il Pinot bianco (Weißer Burgunder) e il Pinot grigio (Grauer Burgunder) e altre ancora.

Oggi rivolgiamo il nostro sguardo al Pinot bianco uno dei grandi vitigni provenienti dalla Francia che deriva il suo nome dalla forma del grappolo a pigna: “pomme de pin”, per dirla con i francesi. Tutti i Pinot originano da un capostipite, il Pinot nero il quale, essendo geneticamente alquanto instabile, ha dato origine alle mutazioni Pinot bianco, P. grigio e P. menieur. ll Pinot Bianco è, giunto in Germania nel XIX secolo e le sue caratteristiche sono quelle di dare vini di corpo e di buona acidità tanto da essere vicariante nei blend con lo Chardonnay per dare risultati davvero interessanti dopo un passaggio in rovere come nel caso di cui parliamo in questo contesto.
Pinot bianco della Mosella di Dr LoosenIl Pinot bianco del quale parliamo oggi proviene dall’arcinota Weingut Dr Loosen in quel di Bernkastel-Kues, una piacevole cittadina al centro di una grande ansa del fiume Mosel ricca di vigne e castelli: una delle aree vitivinicole più vocate della Germania per il clima, il terreno, la pendenza dei suoli e l’abbondanza del sole che riflette fra l’acqua del fiume e le ardesie. L’azienda Dr Loosen é una delle maggiori Weingut della Mosella (70.000 bottiglie/anno): un nome leggendario il cui titolo “accademico” deriva dal presunto effetto terapeutico dei vini prodotti dai vescovi-principi fin dall’epoca medievale. La proprietà appartiene alla stessa famiglia da più di 200 anni.

L’azienda dal 1992 fa parte della VDP (Prädikatsweingut), un’associazione di produttori che raccoglie le aziende tedesche più prestigiose per qualità che possono pertanto fregiarsi del marchio dell’aquila col grappolo incluso. Una scelta fondamentale dell’azienda é stata l’abbandono della chimica strong nel vigneto con l’ uso moderato di fertilizzanti organici e ammendanti assieme alle pratiche soft in cantina.

Il Pinot bianco del Dr Loosen che abbiamo degustato risponde a tutti i canoni della sua tipologia soddisfacendo a tutti i requisiti del terroir che ci aspettavamo. La vite cresce su terreni ricchi di ardesia rossa su una posizione molto scoscesa e ben soleggiata, tutti elementi che concorrono a dare al vino un carattere di finezza e di eleganza. Il Pinot bianco quando viene vinificato senza passaggi sul legno tende a dare un vino ricco di note floreali e erbacee, sentori che, a seconda dei terreni e dei microclimi, possono aprirsi in un ventaglio gusto-olfattivo ampio e complesso che va dalla peonia al caprifoglio, dal biancospino all’acacia, al gusto fruttato che sa di pera e più in generale di frutti a polpa bianca. Dopo un passaggio in legno, come é avvenuto nel caso in discussione, ne risulta un Weissburgunder elegante, di buon equilibrio, con una decisa mineralità, una freschezza importante, un bel tocco minerale arricchito di note splendidamente fruttate. A chiudere i pregi di questo “vino da manuale” troviamo una gradevole armonia che ricordiamo ancora da una nostra recente visita al Dr Loosen dove i tanti vini degustati ci sono rimasti impressi nelle papille gustative …e non solo i magnifici Riesling .

Abbinamenti: Quiche Lorraine , insalata di tonno, pasta con frutti di mare e crostacei, zuppe di pesce e molluschi, pollo alla griglia e piatti di riso e pollo della cucina orientale, oppure dolci come la crostata di mele, la frittata dell’imperatore, il Kaiserschmarrn altrimenti nota in Trentino-Alto Adige come Smorrn, oppure la Basbousa (araba) o revani (Turchia) o revani (Grecia), un dolce al semolino coperto con sciroppo tipico dell’area mediterranea.

Articolo di Paolo Zatta

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