Teroldego – Redondel

Il Teroldego é da secoli una delle meraviglie enologiche del Trentino. Il luogo di elezione é il Campo Rotaliano compreso dai comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona e la frazione Grumo nel comune di S. Michele all’Adige. Il Teroldego, l’oro del Tirolo, (Tirolergold) come veniva chiamato un tempo, viene citato in un documento del Capitolo del Duomo di Trento del 1383 “unam carratam vini teroldegi“.

Il pédigree é quindi senza alcun dubbio antico e oggi, grazie alle tecniche di biologia molecolare che ci permettono un’accurata analisi del DNA, sappiamo che il Teroldego condivide caratteristiche genetiche simili ad altri vitigni trentini come il Lagrein, il Marzemino.

 

Ingresso della cantina
Ingresso della cantina

RedondelRedondel é una piccola azienda agricola a Mezzolombardo (TN) il cui nome ricorda la forma rotondeggiante che assume il torrente Noce quando accarezza la proprietà di Paolo Zanini,  proprietà che trasuda tutta la passione di fare vino. Paolo si professa con orgoglio vignaiolo, perchè,  come esplicita lui stesso nel suo eclettico “(mi)Manifesto” “Faccio vino perché a nove anni mio padre mi svegliava all’alba per accompagnarlo nelle vine…e perché non saprei fare altro e ne vado orgoglioso, quando sono tra le mie vigne mi sento a casa, più di quanto lo sono in realtà“.

i "giardini" di Paolo
i “giardini” di Paolo

I vigneti di Paolo sono sette “giardini” dai nomi che ricordano uomini, lavoro e pezzi di vite: Redondel, Vignai, Pasquali, Pozze, Morei, Rusca e Pradi; sono circa tre ettari  di viti che hanno la maturità e la longevità della vita di un uomo: tra i 25 e gli 80 anni. Tutto a produrre 1.500 bottiglie!

I vigneti crescono su terreni diversi, perché  il Campo Rotaliano, di origine alluvionale, ha una distribuzione non omogenea di ciottoli, ghiaia e pietre di natura difforme. Per questo ogni appezzamento della Redondel è vinificato separatamente e ciascuno dà uve e quindi vini diversi. Vive la difference!

I vini prodotti da questa azienda prendono dei nomi vissuti: l’  assolto, il  dannato e il beatome.

L’assolto é un vino secco, di 12 gradi alcolici, un rosato che si ottiene con poche ore di macerazione sulle bucce, prima che queste vengano “assolte” dal loro compito di rilasciare delicatamente antociani e profumi,  permettendo tuttavia al vino di conservare il meglio della delicatezza di sentori di fiori rossi, di rosa e fragola. L’abbinamento é facile perché é un vino pulito, fresco, non invasivo, suadente, un vino definito dal produttore “gentiluomo d’altri tempi“.

Il dannato é invece un vino secco di gradazione alcolica contenuta, 12,5% e un’affinamento in bottiglia di dodici mesi. Vino unico, sempre diverso, bottiglia dopo bottiglia, di anno in anno. Le durezze sono ammorbidite sino a sfiorare il velluto sebbene la struttura-corposità non lasci dubbi sul carattere, come pure indiscussa é la freschezza. Ne risulta alla fine un vino equilibrato ed armonico, quasi un burbero benefico.

Il beatome, é un nome che vuole significare la gioia del fare il vignaiolo generazione dopo generazione con l’orgoglio di dare il meglio anche senza cercare riconoscimenti formali legati a disciplinari talvolta un po’ stretti per un piccolo produttore creativo. Con questo vino si sale di un gradino nell’alcolicità, nella robustezza, nella personalità che dà il meglio di sé nell’affermare  la storia di un vino antico e la responsabilità di chi sa rappresentare un territorio. Un vino che non teme il trascorrere del tempo, anzi lo attende con sicurezza e fiducia.

Il lavoro di Paolo ha prodotto i suoi  frutti “perché-come dice lui- in cantina l’unica alchimia possibile é quella che le energie del cielo e della terra attuano, e nulla più“. Prosit!

Articolo di Paolo Zatta

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