Vendemmia 2012: la produzione dell’uva cala e i prezzi del vino aumentano

Tutta colpa dell’arsura se quest’anno la vendemmia non é stata generosa. Una gran bella botta di caldo torrido che ha ridotto i quantitativi di uva da vino di circa il 3%. Il dato, che in apparenza sembrerebbe trascurabile, corrisponde a circa 41  milioni di ettolitri di vino mancato. Siccome poi vale il detto, in verità un po’ sciocco,  del “mal comune mezzo gaudio”, ci consoliamo col fatto che alla Francia é andata anche peggio di noi con un calo di produzione che sfiora il 19%. Alla fine però, se facciamo quattro conti,  vediamo che é sempre e comunque la nostra cugina che incassa di più. Noi produciamo più vino, loro incassano più soldi. Chi si accontenta gode?

La prima conseguenza della ridotta produzione é la conseguente minore offerta e l’aumento dei prezzi come ha registrato l’ISMEA, l’Istituto per i Servizi dell’Agroalimentare che riporta incrementi che possono raggiungere anche il 40%. La speranza é che tutto ciò non vada a nuocere sul mercato agricolo. Il Sole 24 H (4- 11-2012) segnala un aumento del 9% del Pinot grigio del Friuli che raggiunge il 14% per il corrispondente in Veneto; per proseguire col 16,6% di aumento del Pinot nero dell’ Oltrepò pavese per raggiungere il 25, 8% del Sangiovese DOC di Ravenna; per continuare poi con il 30-40% di incremento dei vini rossi e bianchi di Treviso e Verona.

chianti

A fianco di tutto questo, secondo l’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,  aumentano le importazione delle bottiglie dall’estero che sebbene siano una piccola quantità rispetto all’ esport , tuttavia rivelano un incremento pari al 48%. Il fatturato del vino dall’estero negli ultimi sette mese assomma a oltre 180 milioni di €…. che non sono comunque bruscolini. Aumentano quindi le importazioni di vino dai paese dall’Est Europa: Bulgaria, Moldavia, Romania e financo dalla Macedonia, come osserva Giorgio dell’Orefice nel già citato Sole 24 H. Si vuol sperare che le importazioni non vadano ad inficiare la qualità delle nostre eccellenze DOC e DOCG, dove il consumatore può fare poco se non sperare nei controlli, non solo in cantina, ma soprattutto nei camion che trasportano uva e vino e dove il controllo non é altrettanto incisivo. Coi prezzi dell’uva in aumento c’é poi la tentazione che le uve da tavola, che non possono essere vinificate, salvo rare eccezioni, trasmigrino nelle botti, magari nella formula “black and white”. Sono parole di chiara denuncia quelle di Biagio Stragapede, presidente della Cantina pugliese Crifo di Ruvo(BA) e vicepresidente del settore vino della Fedagri-Confcooperative:” E inutile negarlo, con i listini delle uve alle stelle  molti produttori preferiscono vendere la materia prima  anziché sobbarcarsi la fatica di vinificare, imbottigliare il prodotto e poi venderlo sui mercati“… purché il commercio non sia in nero e il prodotto non finisca laddove non dovrebbe finire..

La paura, inutile nasconderlo, é che tutto ciò provochi una crisi dei consumi in un  momento in cui i consumi stanno crollando un po’ dappertutto. Per quanto mi riguarda spero solo che il consumatore sia più accorto e sappia scegliere  il meglio tra qualità e possibilità del proprio portafogli. Come dire, bere meno, come si va predicando ormai da tempo, ma cercare di bere meglio ad un costo accettabile. E le occasioni non mancano come riporto talvolta in questo sito.

Articolo di Paolo Zatta

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