Vinoteca Venissa a Mazzorbo (VE)

Vinoteca Venissa a Mazzorbo (VE)

Il luogo é delizioso e non esito a definirlo: un’isola nell’isola. Passandoci davanti quasi per caso di ritorno dalla vicina bella chiesa di S. Caterina –  un gioiellino che va conosciuto –  entro a Venissa da un ingresso sobrio e poco appariscente, che subito si apre in una visione piacevolissima di vigne e di orti.

A sinistra c’é la vinoteca, a destra il ristorante. Scegliamo la prima per un pranzo veloce avendo altri luoghi da visitare anche se poi così veloce non lo sarà proprio. L’accoglienza é cortesissima e prodiga di spiegazioni dei piatti e dei prodotti. Qualche notizia ce la facciamo raccontare anche dal figlio del proprietario sulla dorona di Venezia, un vino prestigioso di grande appeal quasi una sferzata mediatica. Il realtà in Veneto l’uva dorona si alleva da secoli, specie sui colli Euganei, ma non é questo il momento per parlarne perché ci porterebbe lontani dal nostro intento.

Ci sediamo piacevolissimamente all’aperto; il menù è già predisposto. Più che piatti si tratta di  assaggi gustosi e ben curati che allietano l’occhio, le papille, le cellule mitrali e tutto il resto. Iniziamo le nostre goduriose degustazioni: spedini di sarde in saor con uvetta sultanina, pinoli e delicatissima cipolla rosa, mirabili alici sottoliobaccalà mantecato con crema di piselli servito in fiala e poi piovra al vapore con patata e tegoline servite in un vasettino tipo quello delle confetture e quindi una deliziosa tartare di fassona piemontese tagliata-battuta a coltello, morbida e leggerissimamente affumicata; e ancora del lonzino di maiale fatto in casa, marinato con sale e zucchero e maturato sotto vuoto, del prosciutto S. Daniele di 32 mesi, poi ancora, moscardino con fondo di cottura su letto di crema di fagioli Lamon, seguito da uno stupendo fritto di sgombro, seppia, mormora e sarda, servito a spiedini e caldo al punto giusto.
A chiudere un dolce che più veneto non si può, il tiramisù, in una delle tante varianti. A tutto pasto un prosecco superiore brut di Valdobbiadene, un DOCG del titolare Bisol.

Dopo il pranzo non può mancare una suggestiva passeggiata negli orti circostanti generosi di prodotti di grande successo sensoriale che arricchiscono la tavola di Venissa, per poi uscire davanti alla laguna sempre stupenda. Che dire? Provare per credere.

Articolo di Paolo Zatta

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