Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense

Già proprietà di Maria Luigia Asburgo-Lorena, moglie del “Corso”, la Corte Pallavicina recuperata con un restauro importante dalla famiglia Spigaroli é diventata un luogo esteticamente gradevole e enogastronomicamente paradisiaco. Qui si allevano animali da cortile, bovini, maiali e altro ancora che vengono trasformati in un poligamico connubio edonistico di profumi e sapori.

Qui culatelli e parmigiani, ma non solo, raggiungono la vetta della qualità e della piacevolezza sensoriale. Sedersi a tavola é quasi un celebrare un sacro rito.

Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense

Cominciamo con l’entré: un tortello al ragù di maiale con ricotta e spinacio che ben si accompagna ad un Fortana rosé.

A seguire non può mancare la mitica triade di culatello di 18, 27 e 37 mesi servita con giardiniera della casa; in abbinamento un Fortana metodo classico.

Primo piatto: Risotto Giuseppe Verdi secondo il grande Escoffier, il padre della nouvelle cuisine. Profumato, delicato, saporitissimo e di grande equilibrio.

Secondi: Anatra germana marinata nella birra con una royale di zucca. In abbinamento uno Chardonnay di buona struttura; e un’ “entrecôte” del nostro maiale nero con i suoi 120 giorni di frollatura (sotto vuoto). In abbinamento un Gutturnio Riserva.

A chiudere il dessert: Crema di cachi, ricotta, marroni e pan di castagne.

Conclusione. In un mondo dove tutti spadellano e dove  spesso viene proposto l’improponibile, l’Antica Corte rimane un must per chiama la cucina storica del territorio senza trucchi e senza inganni.

Articolo di Paolo Zatta

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