Rotberger di Pojer e Sandri

Rotberger é un vitigno di origine tedesca, più unico che raro, frutto di un incrocio tra Riesling renano e Schiava grossa, altrimenti detta dai tedescofoni, Trollinger o Vernatsch. L’ incrocio é stato ottenuto dal dott. Heinrich Birk (1898-1973) nel 1928all’Istituto di ricerca di  Geisenheim (Ochschule Geisenheim university) La Produzione di Rotberger è piuttosto limitata e la troviamo soprattutto in Germania, nel Palatinato (vedi: Bergstrasse de Hesse), in Canada, nella Okanagan Valley nella  Columbia Britannica  (vedi: Gray Monk Estate Winery) e in pochi altri allevamenti nel Liechtenstein, in Austria e in Italia. Essendo di buona acidità e fruttato il Rotberger ben si presta  a dare le tipologie Rosé e Sekt.

Caratteristiche organolettiche generali: al naso é pulito con sentori erbacei, ma anche di fragola, di mirtillo rosso, pesca, erbe aromatiche, pepe nero, vaniglia. Il vino é di media struttura, abbastanza fresco, abbastanza intenso e abbastanza caldo. Alla fine ne risulta un vino molto gradevole, piuttosto equilibrato e abbastanza complesso. Ma é chiaro che l’organoletticità varia da luogo a luogo, dalle caratteristiche pedologiche, dalle tecniche di vinificazione ecc.

Il Italia un Rotberger in purezza é prodotto dall’eclettica (a cominciare dalle graziose etichette) azienda trentina Pojer e Sandri un  luogo rinomato per i singolari prodotti della vulcanica coppia dei proprietari: Mario Pojer, responsabile viticolo dell’azienda e Stefano Sandri, l’enologo. L’azienda nata nel 1975 produce circa 250.000 bottiglie/anno da 24 ha vitati. I vitigni (6.500 ceppi/ha) si trovano felici, lontani dalla chimica, in quel di Faedo (TN), in località Molini, da qui il nome del vino, a ca. 500 m, su terreno misto: limoso-calcareo su agglomerato marnoso.

Vin dei MoliniCol Rotberger il duo trentino produce il “Vin dei Molini“- Vino delle Dolomiti, (12,5%), che va preferibilmente consumato in un paio d’anni dalla vendemmia.  L’uva raccolta (90 q/ha) viene mantenuta intorno ai 5 gradi centigradi e sottoposta rapidamente a pigiaderaspatura e dopo una macerazione a freddo dalle 36 alle 48 ore viene pressata. Il mosto decantato viene fermentato in modo controllato intorno ai 20 gradi C. e mantenuto sui propri lieviti per 2-3 mesi. Dopo stabilizzazione in cantina per il deposito dei tartrati et al.,  se necessario viene filtrato su bentonite ad aprile per marciare poi verso le bottiglie destinate al consumo dei curiosi intenditori.

Il colore del Vin dei Molini é di un rosso corallo; al naso é pulito e fine e ricorda un po’ il  il Sauvignon blanc e forse anche un po’ Kerner, con sentori di sambuco; in bocca é fresco e di buona sapidità. Viene consigliato in abbinamento con antipasti di mare e magari con le ostriche, ma anche con primi piatti di pasta o risotti per non parlare dei secondi piatti di carni bianche arroste. Ma non c’é limite all’esperimentare.

Un vino, per concludere, oltre i soliti noti, che merita un giusto approccio, con curiosità e intelligenza, come lo meritano peraltro altri prodotti dell’azienda come il Faye rosso (Cabernet sauvignon 50%, Cabernet franc, Merlot, Lagrein), Faye bianco (Chardonnay e Pinot bianco) il Besler bianck (Pinot bianco, Riesling renano, Sauvignon), il Besler ross (Pinot nero, Zweigelt, Franconia) o il Filii bianco (Muller T. 66%, Riesling 14%, Manzoni b.11 %, Kerner 9%), per passare poi al liquoroso Merlino, del quale parleremo in un’altra occasione, l’Essenzia (bianco dolce: Kerner e Chardonnay 60%, Sauvignon, Traminer, Riesling renano)….e non finisce qui.

 

Articolo di Paolo Zatta

Ti potrebbe interessare anche...

Vuoi commentare?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *